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MASSIMO SALVADORI: LE RADICI MALATE DEL LIBERALISMO ITALIANO

Non molti giorni fa – sempre qui su “Punto cultura” – abbiamo analizzato un articolo di Piero Ostellino da cui emergeva un’interessante definizione della democrazia liberale di stampo anglosassone, intesa dal noto giornalista come il regime politico in cui nessuno pretende di detenere una verità assoluta che si identifichi con un’ideologia. Ci si affida piuttosto al concetto di mercato, che viene definito come “la libertà dei cittadini, produttori e consumatori di ricchezza, di perseguire autonomamente i propri interessi. I cittadini (ovvero il mercato) creano inconsapevolmente il bene comune, e i politici – tenendo conto di tali indicazioni – potranno agire in maniera senz’altro perfettibile, ma senza comunque compiere errori irrimediabili (o almeno, riducendo di molto tale possibilità).

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CHARLOTTE, L’INFINITO IN UN MARE D’ERICA

«Io non sono come te. Se tu conoscessi i miei pensieri, i sogni che mi assorbono, e la sfrenata immaginazione che a tratti mi divora e fa sì che io trovi qualsiasi compagnia miserabilmente insipida, avresti compassione di me e, non esito a dirlo, mi disprezzeresti. Conosco i tesori della Bibbia, li amo e li adoro. Posso vedere il Pozzo della vita in tutta la sua limpidezza e in tutto il suo fulgore. Ma quando mi chino a bere le sue pure acque, esse si ritraggono dalle mie labbra come se io fossi Tantalo».

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GIOIE E DOLORI A DORTMUND

L’8 novembre del 2014 esce sulla “Gazzetta dello Sport” un articolo firmato da Elmar Bergonzini, nel quale si prende in esame la non facile situazione vissuta in quel periodo da una delle più conosciute e apprezzate squadre tedesche, il Borussia di Dortmund. I gialloneri erano reduci da un quadriennio ricco di soddisfazioni, con due campionati vinti e due secondi posti (sempre dietro il titolatissimo Bayern Monaco, che aveva strappato loro anche la vittoria finale in Champions League nel 2013).

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DEMOCRAZIE LIBERALI E SOCIALISMO REALE

Rileggo un articolo di Piero Ostellino pubblicato sul “Corriere della Sera” del 29 novembre 2011. In tempi di poco successivi alla caduta del governo di Silvio Berlusconi e alla conseguente nomina di Mario Monti alla Presidenza del Consiglio, il noto giornalista analizza la situazione, partendo dalla definizione del ruolo dei tecnici in una democrazia liberale, che di fatto viene identificata con gli Stati Uniti d’America.

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LE REGINE DELLA BLACK MUSIC

Nella mia personale “trimurti” delle regine di quello che viene chiamato “nu soul”, metto sul gradino più alto del podio, senza alcun dubbio, Erikah Badu. Ascoltare i suoi due principali album, “Baduizm” e “Mama’s gun”, significa fare un viaggio nella storia della black music, dal R&B al soul, dal funky all’hip hop, non senza venature di jazz. Billie Holiday, Diana Ross, Chaka Khan trovano in lei una degna erede, e la sua musica va presa in forti dosi quotidiane. Effetti collaterali: energia, vitalità, forza nell’affrontare le durezze della vita. E Dio sa se ne abbiamo bisogno…

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IL TROPICALISMO DI GIL, LA GIOIA DI ESSERE LIBERI

Chi ha una certa confidenza con la cultura brasiliana ha certamente sentito parlare del “tropicalismo”, termine con cui si intende quel moto di rinnovamento – pur nel rispetto delle tradizioni – di tutto il campo delle espressioni artistiche del grande paese sudamericano, con particolare attenzione alla musica.

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MASTROIANNI, UN CUSTER STRANIATO TRA LE MACERIE DELLE HALLES

La data del 25 giugno mi porta a scrivere brevemente della celebre battaglia di Little Bighorn, nel Montana, in cui morì il “generale” (in realtà era tenente colonnello) George Armstrong Custer, trascinando con sé nella rovina più di seicento tra ufficiali e soldati di grado più basso del 7° reggimento di cavalleria, che gli era stato affidato.

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ALICE MUNRO: LE PERSONE, SOLO LE PERSONE

Proviamo a riprendere il colloquio con gli amici di “Punto cultura” partendo da qualche notizia su una grande scrittrice contemporanea, Alice Munro, divenuta piuttosto nota anche in Italia da un paio d’anni, e cioè dal momento in cui le fu assegnato il premio Nobel per la letteratura, nell’autunno del 2013.

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