Archivio mensile:dicembre 2013

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Cléo ritratta da Boldini, ovvero Alle radici della fabbrica dei sogni

«Chi non ha vissuto negli anni prima della Rivoluzione non può capire che cosa sia la dolcezza del vivere»; così recita una nota frase attribuita a Talleyrand, da cui Bernardo Bertolucci ha tratto il titolo del suo secondo film. C’è sempre, agli occhi di chi ha la vocazione alla nostalgia, un “prima” che racchiude in sé l’idea di un Eden perduto, in cui sarebbe stato possibile cogliere l’essenza perfetta del senso della vita. Si potrebbe citare il Romanticismo, Leopardi, o anche il Woody Allen di Midnight in Paris, il film del 2011 in cui un giovane americano dei nostri tempi si ritrova magicamente trasportato nel mondo che tanto ha vagheggiato, la Parigi “ruggente” degli anni ’20, quella in cui era possibile incontrare Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda, Hemyngway e Picasso, salvo poi scoprire che anche allora c’era chi, pur essendo pienamente immerso in quell’atmosfera, sognava il suo personale “altrove”, che naturalmente si collocava in un’altra epoca storico-culturale, anch’essa passata per sempre. Si tratta di miti rielaborati a posteriori, sulla base di una realtà oggettiva, certo, ma con il contributo fondamentale di chi quegli universi li ha conosciuti solo indirettamente.

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