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LE REGINE DELLA BLACK MUSIC

Nella mia personale “trimurti” delle regine di quello che viene chiamato “nu soul”, metto sul gradino più alto del podio, senza alcun dubbio, Erikah Badu. Ascoltare i suoi due principali album, “Baduizm” e “Mama’s gun”, significa fare un viaggio nella storia della black music, dal R&B al soul, dal funky all’hip hop, non senza venature di jazz. Billie Holiday, Diana Ross, Chaka Khan trovano in lei una degna erede, e la sua musica va presa in forti dosi quotidiane. Effetti collaterali: energia, vitalità, forza nell’affrontare le durezze della vita. E Dio sa se ne abbiamo bisogno…

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IL TROPICALISMO DI GIL, LA GIOIA DI ESSERE LIBERI

Chi ha una certa confidenza con la cultura brasiliana ha certamente sentito parlare del “tropicalismo”, termine con cui si intende quel moto di rinnovamento – pur nel rispetto delle tradizioni – di tutto il campo delle espressioni artistiche del grande paese sudamericano, con particolare attenzione alla musica.

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MASTROIANNI, UN CUSTER STRANIATO TRA LE MACERIE DELLE HALLES

La data del 25 giugno mi porta a scrivere brevemente della celebre battaglia di Little Bighorn, nel Montana, in cui morì il “generale” (in realtà era tenente colonnello) George Armstrong Custer, trascinando con sé nella rovina più di seicento tra ufficiali e soldati di grado più basso del 7° reggimento di cavalleria, che gli era stato affidato.

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ALICE MUNRO: LE PERSONE, SOLO LE PERSONE

Proviamo a riprendere il colloquio con gli amici di “Punto cultura” partendo da qualche notizia su una grande scrittrice contemporanea, Alice Munro, divenuta piuttosto nota anche in Italia da un paio d’anni, e cioè dal momento in cui le fu assegnato il premio Nobel per la letteratura, nell’autunno del 2013.

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APPUNTI LETTERARI: GLI ITALIANI TRA OTTOCENTO E NOVECENTO

Mi è venuto in mente, nei miei quotidiani dialoghi con le classi, che potrebbe essere utile fornire un elenco dei principali autori – gli “imprescindibili” – i cui nomi gli studenti che affrontano l’ultimo anno di liceo dovrebbero avere innanzi tutto familiari, sapendoli collocare in modo almeno accettabile nella giusta successione cronologica. Il resto – una sinteticissima definizione della loro personalità, la scelta, talvolta scontata, in altri casi forse sorprendente, di un unico testo di riferimento per ognuno di loro, le immagini, i filmati – è venuto come per gioco, ed ha finito per divertirmi molto. Ecco il risultato, in cui forse qualcuno un minuscolo contributo potrà trovare.

(N.B.: l’immagine “di copertina” che ho scelto per questo contributo è tratto da una scena del film che Franco Zeffirelli ricavò – piuttosto fedelmente – dall’Amleto shakespeariano. Si riferisce ad un momento in cui il principe danese – interpretato da Mel Gibson – comincia a fingere la pazzia assumendo strambi atteggiamenti in biblioteca, sapendosi osservato da Polonio; in  particolare, appollaiato su di un alto scaffale, legge avidamente un libro da cui però strappa le pagine una ad una dopo che ha terminato di scorrerle. Al pedante consigliere che gli chiede cosa stia leggendo, Amleto risponde: “Parole, parole, parole”. Questo momento del capolavoro mi è sempre sembrato emblematico, o addirittura profetico del disagio dell’uomo moderno che non trova più risposte e certezze nell’auctoritas dei libri, come poteva accadere in epoche precedenti. D’altra parte, i due secoli che tocco in questo mio elenco rappresentano momenti di crescente diffusione del dubbio e del disorientamento, e Montale forse non parlava solo per se stesso quando scrisse: “Non chiederci la parola che squadri da ogni lato / l’animo nostro informe…”).

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KENNEY, UN NEWYORKESE CON MILANO NEL CUORE

Per la data del 5 maggio proponiamo ai nostri amici un filmato celebrativo dedicato ad un famoso campione che ha fatto la storia del basket italiano – e milanese soprattutto – nei primi anni ’70. Compie infatti 69 anni Arthur Kenney, ala di 204 cm. che contribuì non poco alle fortune dell’Olympia Milano, all’epoca sponsorizzata Simmenthal, il team che rappresentava la terza forza del nostro massimo torneo con Ignis Varese e Forst Cantù.

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WELLS, LO SCOZZESE VOLANTE

WELLS, LO SCOZZESE VOLANTE

Più di una volta ci siamo occupati di uno degli sport più belli e più poetici, che ha anche meritato la definizione di disciplina “regina dei giochi olimpici”:l’atletica leggera. Oggi dedichiamo poche righe ad un campione di qualche decennio fa, contemporaneo del nostro grande, indimenticabile Pietro Mennea.

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DA TIBERIO GRACCO AD AZIO, UN SECOLO DI RIVOLUZIONE ROMANA

Può essere utile, a livello didattico, disporre di uno schema cronologico relativo ai fatti che portarono Roma, in poco più di un secolo, al passaggio dalla repubblica al principato. Andiamo infatti dalla distruzione di Cartagine nella III guerra punica, alla vittoria definitiva di Ottaviano contro Antonio nel 31 avanti Cristo. E’ il grande storiografo Tacito, nel proemio delle Historiae, a sottolineare l’importanza di quest’ultima data come discrimine tra un’epoca di disordini sì, ma anche di orgoglioso esercizio della libertà, ad un’altra in cui si delega il potere ad un solo uomo in cambio di una speranza di pace (con un conseguente scadimento, tra l’altro, del livello nei campi della storiografia e dell’oratoria).

“postquam bellatum apud Actium atque omnem potentiam ad unum conferri pacis interfuit, magna illa ingenia cessere.”

La definizione di “rivoluzione romana” per indicare questo complesso di avvenimenti è entrata nell’uso comune in seguito alla pubblicazione del saggio “The Roman Revolution” (1939) del grande studioso di storia romana Ronald Syme, neozelandese di nascita ma di scuola britannica. L’espressione “marcia su Roma”, che ricorre in questi appunti, fa naturalmente pensare agli eventi che portarono al conferimento dell’incarico di governo a Benito Mussolini negli ultimi mesi del 1922, ma è stata adottata anche dagli storici dell’antica Roma, e tra gli altri anche da Luciano Canfora in un suo saggio del 2007. Ecco dunque il susseguirsi delle vicende:

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